Attività Produttive: ecco come si potrà riaprire Stampa
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Sabato 16 Maggio 2009 21:44
Insediamenti in locali e terreni indipendentemente dalla destinazione.
Domande non soggette a pagamento.
 
Insediamento in locali dichiarati agibili, anche in deroga alla destinazione urbanistica, oppure su terreni, anche agricoli, a determinate condizioni. Questi alcuni dei criteri e degli indirizzi elaborati dall’assessorato comunale alle Attività produttive, per consentire a commercianti, artigiani e aziende in genere di riaprire le attività sospese in seguito al terremoto del 6 aprile. Il provvedimento sarà posto all’attenzione della giunta nei prossimi giorni e, in seguito all’adozione, sarà trasmesso al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
“Si tratta di indirizzi molto elastici – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Marco Fanfani – proprio per dare modo agli imprenditori di ripartire, soprattutto quelli medio piccoli, che più di tutti stanno scontando le conseguenze del sisma. Un’elasticità che comunque tiene conto di due condizioni, la temporaneità dei trasferimenti delle aziende e le prescrizioni contenute in regole ben precise, per evitare speculazioni e aperture selvagge”.
 
Le norme, infatti, riguardano i commercianti già autorizzati che esercitavano la loro attività in strutture di superficie inferiore ai 600 metri quadrati, gli artigiani, gli edicolanti, i gestori dei pubblici esercizi, le sale giochi, le tipografie, le rimesse per il noleggio e così via. A queste attività sono state assimilate le associazioni senza scopo di lucro e gli studi professionali. In ogni caso, il provvedimento riguarderà esclusivamente quelle attività che venivano esercitate in locali inagibili o lungo strade ora interdette al traffico veicolare e pedonale, a causa del sisma. Per i titolari di tali aziende o strutture sarà dunque possibile trasferirsi provvisoriamente – fino a che non sarà terminato il periodo di emergenza – in locali già agibili, indipendentemente dalla destinazione d’uso. Gli insediamenti temporanei  potranno essere allestiti anche nelle aree pertinenziali di stabilimenti produttivi già adibiti a queste attività, in aree private urbanizzate, edificabili o a vincolo decaduto (in generale, in quelle che il prg identifica con le lettere B, C, D e F) e anche in zone agricole, purché siano urbanizzate e non sussistano vincoli di inedificabilità. Nell’eventuale realizzazione dei manufatti dovranno essere rispettate le distanze in base alle norme in vigore, le condizioni di sicurezza e quelle igienico sanitarie. Sono escluse quelle aree già individuate per fini della Protezione civile.
 
Le domande di trasferimento dovranno essere presentate allo sportello unico per le attività produttive, alla scuola di via Moscardelli (quartiere di San Francesco), e, prima del rilascio dell’autorizzazione, saranno esaminate da una conferenza permanente, che provvederà a chiedere eventuali pareri degli enti competenti. “Creare i presupposti per far ripartire il commercio, l’artigianato, le industrie e le aziende in generale è una priorità dell’amministrazione comunale – ha osservato Fanfani – senza creare pregiudizio, naturalmente, al tessuto urbanistico della città, visto che gli insediamenti temporanei non comporteranno cambi di destinazione d’uso in via definitiva e non genereranno diritti urbanistici, una volta che l’emergenza sarà superata”.

 
Fonte: Ufficio stampa del Comune dell'Aquila. 
Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 08:36
 
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